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Scottish Premiership al via: il Celtic soffre e vince, il Rangers insegue

La prima giornata del campionato scozzese 2026/27 sorride alle outsider: i campioni del Celtic passano 1-0 sul Dundee ma faticano, mentre il nuovo Rangers di McInnes si ferma sull’1-1 a Dundee. Show di St Mirren, Aberdeen, St Johnstone e Motherwell.

Il campionato scozzese è ripartito e, come spesso accade, la prima giornata ha già mescolato le carte: il Celtic ha inaugurato la difesa del titolo con una vittoria di misura sul Dundee: a decidere il match di lunedì sera è stato un colpo di testa di Benjamin Nygren su cross di Kieran Tierney. Una vittoria pesante nei tre punti ma leggera nel gioco: i Bhoys hanno rischiato, salvati da una gran parata del portiere Sinisalo nel finale e graziati anche dal palo colpito dal proprio capitano McGregor. Chi invece deve subito recuperare terreno è il Rangers. All’esordio del nuovo allenatore Derek McInnes, i gunmen non sono andati oltre l’1-1 sul campo del Dundee United: al vantaggio di Rose ha risposto il neoacquisto Aasgaard, ma il pareggio pesa come una piccola battuta d’arresto in ottica corsa al titolo.

Celtic vs Rangers

La giornata l’hanno però dominata le altre. Il St Mirren ha firmato la partenza migliore travolgendo 2-0 la neopromossa Falkirk con una doppietta di Killian Phillips. L’Aberdeen ha regalato l’emozione più forte: sotto fino al 90′ contro gli Hearts, ha ribaltato tutto con Mayo e con un rigore di Nisbet al 95′, rovinando l’esordio del nuovo tecnico dei Jambos, Vrancken. A Perth, il St Johnstone ha vinto il thriller di giornata, un 4-3 al Kilmarnock deciso dal primo gol in massima serie di Kai Fotheringham. E a Easter Road ha sorriso anche il Motherwell del neoallenatore Johansson, corsaro per 2-1 in casa dell’Hibernian.

Il primo verdetto è chiaro: in vetta, a punteggio pieno, ci sono St Mirren, Aberdeen, St Johnstone, Motherwell e lo stesso Celtic. Le grandi non hanno preso il largo, e il campionato scozzese riparte all’insegna dell’equilibrio. La sensazione è che, almeno per ora, dietro i favoriti ci sia una fila di squadre pronte a dare fastidio.